Costo interior designer: come si calcola al mq e cosa include

Al metro quadro, a forfait, a percentuale o a ore: come si forma il costo di un interior designer in Italia, quali fasi comprende un progetto e perché diffidare delle tariffe “medie” che circolano online.

Il costo di un interior designer in Italia non segue un tariffario ufficiale: si concorda caso per caso tra professionista e cliente, e dipende da metri quadri, fasi incluse, livello di personalizzazione e complessità dell’intervento. Per gli architetti le tariffe professionali sono state abrogate nel 2012, e il compenso va pattuito al momento dell’incarico con un preventivo; gli interior designer non architetti esercitano una professione non organizzata in ordini.

Per questo le cifre al metro quadro che si leggono in rete vanno prese con cautela: senza una fonte datata e un perimetro chiaro delle prestazioni, un numero da solo non dice quasi nulla. Più utile è capire come si costruisce il prezzo, così da poter confrontare preventivi diversi sulla stessa base.

In sintesi

  • Non esiste un tariffario obbligatorio: il compenso si concorda e va messo per iscritto prima di iniziare.
  • Le modalità più usate sono quattro: al metro quadro, a forfait, a percentuale sul valore dei lavori, a ore.
  • Sul prezzo incidono superficie, numero di fasi (rilievo, concept, esecutivo, direzione lavori), personalizzazione e complessità.
  • Il costo al mq è un indicatore utile solo se si sa cosa comprende.
  • Gli arredi e i lavori sono voci separate dalla parcella del progettista.
Preventivo di interior design: come si forma il costo al mq
Costo interior designer al mq (immagine Canva)

Quanto costa un interior designer in Italia?

Quanto costa un interior designer dipende dall’accordo con il professionista: in Italia non c’è una tariffa minima o massima di riferimento per gli incarichi privati. Il Consiglio Nazionale degli Architetti ricorda che l’articolo 9 del decreto legge 1/2012, convertito dalla legge 27 del 24 marzo 2012, ha abrogato le tariffe delle professioni regolamentate e che il compenso è pattuito tra professionista e cliente al momento del conferimento dell’incarico, come si legge nella pagina Sistema di calcolo, compensi e costi. Il professionista, aggiunge il CNAPPC, è libero di scegliere il sistema di calcolo che ritiene più congruo, ma deve illustrare al cliente la complessità dell’incarico e fornire un preventivo di massima.

Le stime “da 50 a 200 euro al mq” che circolano da anni, e che comparivano anche nella prima versione di questo articolo, non sono riconducibili a una fonte ufficiale e datata: per questo abbiamo scelto di non riportarle come riferimento. Chi vuole un ordine di grandezza affidabile per la propria città deve chiedere più preventivi con lo stesso perimetro di lavoro.

Quali sono le modalità di compenso di un interior designer?

Le modalità di compenso più diffuse sono quattro, e spesso si combinano nello stesso incarico. Ognuna ha un senso diverso:

Modalità Come funziona Quando ha senso
Al metro quadro Una cifra per ogni mq di superficie progettata Ristrutturazioni complete di appartamenti, dove il lavoro cresce con la superficie
A forfait Un importo fisso per un insieme definito di prestazioni Progetti di un solo ambiente o consulenze con un risultato preciso
A percentuale Una quota calcolata sul valore dei lavori o delle forniture Interventi con direzione lavori e importi di cantiere rilevanti
A ore Una tariffa oraria moltiplicata per il tempo effettivo Consulenze brevi, scelta di colori e materiali, sopralluoghi singoli

Il calcolo a percentuale richiama la logica dei parametri ministeriali. Il DM 140/2012, che il CNAPPC indica in vigore dal 23 agosto 2012, usa una formula che parte dal valore dell’opera e la combina con coefficienti di complessità e tipo di prestazione. Va però chiarito che quel decreto serve solo quando è un giudice a dover liquidare il compenso perché le parti non lo hanno concordato; per gli appalti pubblici esistono invece decreti specifici sui corrispettivi, che non riguardano l’incarico privato per la casa.

Calcolo del costo di un progetto di interior design
Costo interior designer al mq (immagine Canva)

Come si calcola il costo interior design al mq?

Il costo interior design al mq si ottiene dividendo il compenso totale proposto per la superficie oggetto del progetto, e ha senso solo a parità di prestazioni incluse. Il percorso tipico, già descritto nella versione precedente di questa guida, resta valido:

Consultazione iniziale

Un primo incontro serve a chiarire obiettivi, stile, budget ed esigenze particolari. Può essere gratuito o prevedere un piccolo compenso: conviene chiederlo prima.

Stima del costo al mq

Il professionista valuta superficie, complessità e livello di personalizzazione e propone un ordine di grandezza. È il momento di chiedere quali fasi sono comprese nel prezzo al mq e quali no.

Preventivo dettagliato

Il preventivo scritto deve distinguere la parcella del progettista dalle altre voci: lavori, materiali e forniture, eventuali pratiche e permessi, spese impreviste. Il codice deontologico degli architetti, ricorda il CNAPPC nella pagina Compensi professione, richiede un contratto scritto al conferimento dell’incarico. Rileggete ogni voce e chiedete chiarimenti su quelle poco chiare.

Quali fasi comprende un progetto di interior design?

Un progetto di interior design comprende di solito rilievo, concept, progetto definitivo ed esecutivo, scelta di arredi e materiali e, se previsto, direzione lavori. Quanto costa un progetto di interior design dipende soprattutto da quante di queste fasi sono incluse:

  1. Rilievo e analisi: misure, stato di fatto, impianti esistenti.
  2. Concept o progetto preliminare: distribuzione degli spazi, moodboard, prime proposte di stile.
  3. Visualizzazione: tavole e, se richiesti, render fotorealistici. Sul loro peso nel budget trovate dettagli nella guida su quanto costa un render di interni.
  4. Esecutivo: disegni costruttivi, arredi su misura, illuminazione, computo.
  5. Selezione e acquisti: scelta di arredi, finiture, tessuti, con eventuale supporto agli ordini.
  6. Direzione lavori: presenza in cantiere e coordinamento delle imprese, quando il professionista è abilitato a svolgerla.

Cosa incide sul prezzo di un interior designer?

Sul prezzo incidono soprattutto superficie, personalizzazione, complessità e localizzazione. Sono gli stessi fattori indicati nella prima versione dell’articolo, che restano il modo più onesto di leggere un preventivo:

  • Dimensioni dell’area: più metri quadri significano più ore di progetto, anche se il costo al mq può scendere sulle superfici ampie.
  • Livello di personalizzazione: arredi su misura, materiali rari e dettagli costruttivi richiedono più disegni e più controllo.
  • Complessità: demolizioni, spostamento di impianti o vincoli condominiali aumentano tempo e responsabilità.
  • Città e mercato: le differenze tra territori e tra studi possono essere ampie, come raccontiamo nell’articolo su dove guadagna di più un interior designer.
  • Esperienza e notorietà dello studio: firme affermate, come alcuni dei 10 interior designer italiani da conoscere, lavorano su fasce di prezzo diverse da quelle di uno studio giovane.

Parcella architetto d’interni o interior designer: cosa cambia?

La parcella di un architetto d’interni iscritto all’albo e quella di un interior designer, o di un arredatore d’interni, seguono le stesse regole di libera contrattazione: anche il costo di un architetto d’interni, quindi, si concorda caso per caso, ma cambiano le prestazioni che ciascuno può firmare. L’architetto è iscritto a un ordine professionale e può occuparsi anche di pratiche edilizie e direzione lavori. L’interior designer non architetto esercita una professione non organizzata in ordini o collegi, regolata dalla legge 14 gennaio 2013, n. 4: AIPI, l’Associazione Italiana Professionisti Interior Designers attiva dal 1969, è inserita ai sensi di questa legge nell’elenco del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, come riporta la pagina Chi siamo di AIPI. Se il progetto richiede permessi, il preventivo deve dire chi li firma.

Come risparmiare sul costo di un interior designer
Costo interior designer al mq (immagine Canva)

Come risparmiare sul costo di un interior designer?

Si risparmia definendo bene obiettivi e budget prima di iniziare, confrontando preventivi omogenei e scegliendo con attenzione le fasi da affidare. I tre consigli della prima versione restano validi, con qualche precisazione:

  • Pianificazione: arrivare al primo incontro con misure, foto, budget e priorità riduce le ore di consulenza.
  • Confronto tra professionisti: chiedete almeno tre preventivi con lo stesso elenco di prestazioni, altrimenti il confronto al mq è falsato.
  • Lavoro fai da te: tinteggiatura e montaggio di mobili si possono gestire in autonomia, lasciando al progettista le parti tecniche.
  • Consulenza mirata: per un solo ambiente può bastare un incarico a forfait o a ore invece di un progetto completo.

Ricordate che la parcella è solo una parte della spesa. Per stimare in anticipo la voce arredi, un riferimento è il catalogo di Arredare Moderno, utile per farsi un’idea delle fasce di prezzo prima di parlarne con il progettista.

Domande frequenti

Esiste un tariffario ufficiale per gli interior designer?

No. Le tariffe professionali degli architetti sono state abrogate nel 2012 e per gli interior designer non architetti non esiste un tariffario obbligatorio. Il compenso si concorda.

Il preventivo deve essere scritto?

Per gli architetti la riforma delle professioni ha previsto l’obbligo del preventivo e il codice deontologico richiede un contratto scritto. In ogni caso, mettere per iscritto prestazioni e compenso tutela entrambe le parti.

Cosa succede se il compenso non è stato concordato?

Secondo l’articolo 2233 del codice civile, se il compenso non è convenuto dalle parti viene determinato dal giudice, e la misura deve essere adeguata all’importanza dell’opera. Per gli architetti il giudice applica i parametri del DM 140/2012.

Fonti

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