Lampade di design italiane: le icone, le marche da conoscere e come sceglierle
Una lampada di design si riconosce anche spenta. Le più celebri lampade italiane sono diventate icone proprio così: con una forma che resta in mente prima ancora della luce che fanno.
Le lampade di design italiane più iconiche sono nate tra gli anni Sessanta e Settanta: l’Arco dei fratelli Castiglioni per Flos (1962), la Pipistrello di Gae Aulenti per Martinelli Luce (1965), la Tizio di Richard Sapper per Artemide (1972) e l’Atollo di Vico Magistretti per Oluce (1977). Accanto ai classici, le aziende italiane continuano a sperimentare forme e materiali: qui trovate i modelli storici, le marche da conoscere oggi e come scegliere la lampada giusta per ogni stanza.
In sintesi
- Le icone storiche: Arco (1962), Pipistrello (1965), Eclisse (1965), Tizio (1972), Cuboluce (1972), Atollo (1977).
- Marche italiane da conoscere oggi: Martinelli Luce, Slamp, KDLN, Cini&Nils, Rotaliana, Italamp.
- Per la casa conviene una luce calda, intorno ai 2.700 K.
- Un indice di resa cromatica (CRI) pari o superiore a 90 restituisce i colori di arredi e tessuti in modo fedele.
- Sopra il tavolo, la sospensione si appende di solito tra 65 e 80 cm dal piano.
Quali sono le lampade di design italiane più famose?
Il periodo d’oro della luce italiana sono gli anni Sessanta e Settanta, quando designer e aziende lavorano fianco a fianco su forme nuove e materiali industriali. Nel 1962 Achille e Pier Giacomo Castiglioni disegnano per Flos l’Arco, la lampada da terra con base in marmo e lungo stelo curvo che porta la luce sopra il tavolo senza bisogno di un punto luce a soffitto. Nel 1965 Vico Magistretti progetta per Artemide l’Eclisse, con il diffusore interno che ruota e regola la luce come la luna in un’eclissi.
Lo stesso anno Gae Aulenti, che vent’anni dopo firmerà gli interni del Musée d’Orsay a Parigi, disegna per Martinelli Luce la Pipistrello: un diffusore in metacrilato opale a forma di ali spiegate su uno stelo telescopico in acciaio. Nel 1972 arrivano la Tizio di Richard Sapper per Artemide, lampada da tavolo a bracci bilanciati senza cavi a vista, e la Cuboluce di Cini&Nils, un piccolo cubo che si accende aprendo il coperchio. Nel 1977 Magistretti disegna per Oluce l’Atollo, composta da tre forme geometriche pure: cilindro, cono e semisfera.
Le marche di lampade di design italiane da conoscere oggi
Martinelli Luce
Fondata a Lucca da Elio Martinelli, l’azienda custodisce due icone del 1965: la Pipistrello di Gae Aulenti, prodotta ancora oggi in molte versioni, e la Serpente dello stesso Elio Martinelli, con struttura girevole e diffusore in metacrilato opale. Per i quarant’anni del Musée d’Orsay, Martinelli Luce ha dedicato alla Pipistrello un’edizione speciale.
Slamp
Slamp lavora con tecnopolimeri come il Lentiflex e il Cristalflex, materiali leggeri e flessibili che catturano e diffondono la luce. La sospensione Aria, disegnata da Zaha Hadid, è composta da 50 strati sovrapposti che avvolgono la sorgente LED in un volume fluido e tridimensionale.

KDLN
Il marchio, nato a Milano come Kundalini, è noto per lampade dalle forme organiche. La E.T.A. di Guglielmo Berchicci è una lampada da terra alta 200 cm in vetroresina plasmata a mano, che si illumina interamente come un oggetto arrivato da un altro mondo.

Cini&Nils
Oltre alla Cuboluce del 1972, oggi disponibile anche in versione LED e senza fili con batteria ricaricabile, Cini&Nils propone sospensioni tecniche come la Fludd, un disco trasparente con microprismi che concentra la luce verso il basso con un’alta resa cromatica.
Rotaliana
Rotaliana firma lampade da parete minimali come la QB, un cubo in alluminio che sembra incastrato nel muro, con finiture che vanno dal bianco opaco all’ottone anticato.
Italamp
Per chi ama la lampada decorativa, la collezione Opera di Italamp propone sospensioni come l’Airone, cerchi in metallo color oro su cui si posano foglie di vetro satinato, con la sorgente LED integrata.
Come scegliere una lampada di design
La prima domanda è dove serve la luce. Una sospensione illumina il tavolo o il centro della stanza: sopra un tavolo da pranzo si appende di solito tra 65 e 80 cm dal piano, e se il tavolo non è centrato rispetto al punto luce ci sono soluzioni che spieghiamo nella guida su come illuminare un tavolo decentrato. Una lampada da terra crea luce d’ambiente o di lettura: per la posizione accanto al divano c’è la nostra guida alla lampada da lettura vicino al divano. Le lampade da tavolo e da parete completano il progetto con punti luce più raccolti.
La seconda domanda riguarda la qualità della luce. Per la casa conviene una temperatura calda, intorno ai 2.700 K, mentre il CRI, l’indice di resa cromatica, dice quanto fedelmente vengono restituiti i colori: da 90 in su legni, tessuti e pelle appaiono naturali. Infine conta la regolazione: una lampada dimmerabile cambia la stanza dal giorno alla sera.
Per progettare la luce di tutta la casa c’è l’approfondimento su come progettare l’illuminazione domestica, con focus dedicati alle lampade da terra, alle lampade a sospensione e alla zona TV. Una selezione per il soggiorno è nell’articolo sulle più belle lampade di design per il soggiorno, e altre icone del design italiano sono raccolte tra gli oggetti di design più famosi. Tutte le marche citate sono presenti nel catalogo di Arredare Moderno.
Domande frequenti
Chi ha disegnato la lampada Pipistrello?
Gae Aulenti, nel 1965, per Martinelli Luce, che la produce ancora oggi in versioni da tavolo e da terra, anche più piccole e con LED.
Qual è la lampada di design italiana più famosa?
Tra le più note nel mondo ci sono l’Arco di Achille e Pier Giacomo Castiglioni per Flos, la Pipistrello di Gae Aulenti e la Tizio di Richard Sapper per Artemide.
A che altezza va appesa una lampada a sospensione sopra il tavolo?
In genere tra 65 e 80 cm dal piano del tavolo: abbastanza in alto da non coprire la vista tra i commensali, abbastanza in basso da non abbagliare.
Che temperatura di colore scegliere per una lampada di casa?
Una luce calda tra 2.700 e 3.000 K per soggiorno e camera; una luce neutra intorno ai 4.000 K solo dove serve concentrazione, come in cucina o in uno studio.
Che cosa significa CRI su una lampada?
È l’indice di resa cromatica, da 0 a 100: misura quanto i colori illuminati appaiono vicini a quelli visti con la luce naturale. Per la casa conviene un valore di almeno 90.
Per approfondire la figura di Gae Aulenti, architetta e designer, c’è la voce dedicata su Wikipedia.





